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v0.8.0 — il LOOP: cinque comandi, nessun flag
Il modello mailbox: `next` non consuma mai, `reply` archivia UNA consegna, e i
verbi portano il tipo invece di configurarlo. Nessun id si digita mai.
Mergiata l'8 agosto e NON taggata per due giorni, di proposito: la release ha
aspettato l'uso reale. Ha pagato -- una sessantina di fix sono atterrati in quei
due giorni, e quasi tutti sono stati trovati USANDO il bridge, non leggendolo,
dopo sette sprint di gate e un audit pre-release pubblico.
In evidenza:
- reply chiude una consegna, non tutte: un contrordine arrivato mentre l'altro
scriveva non viene piu' archiviato come risposto. Cio' che resta aperto torna
in coda, ed e' provato anche per controfattuale sul binario precedente.
- una directory = una postazione (breaking): il ruolo e' un attributo che si
aggiorna, non parte dell'identita'.
- due orchestratori in repository diversi possono parlarsi: indirizzo
qualificato NOME@progetto, provenienza additiva, e lo scope EFFETTIVO come
unica risposta a "in quale progetto sta questa sessione". Limite dichiarato:
cross-repo solo val->val, e il vincolo governa chi puo' INIZIARE, non chi
puo' rispondere.
- ask/tell avvisano se nessuno ascolta; --tidy archivia solo cio' che e' stato
mostrato e non e' un ask aperto; un argomento E stdin insieme sono rifiutati.
Il metodo, perche' e' la parte riutilizzabile: nove giri di gate con due critici
cross-vendor sulla sola F-116, ventitre finding, e nessuno trovato da chi ha
scritto il codice o da chi teneva il gate -- i verdi erano ogni volta corretti
su cio' che misuravano. Undici dei ventitre non erano nel codice ma nelle frasi
accanto: commenti, nomi di test, e il documento normativo.
Il contratto sta in docs/DESIGN-v0.8-mailbox.md, ed e' il primo di questo
progetto che dichiara i propri residui, le proprie eccezioni e il proprio
confine.