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Corretto il piano fotografico per i target molto impegnativi: quando la stima supera il tetto di 15 ore, integrazione e numero di pose vengono ora mostrati come soglie minime cumulative su piu' notti, non come un intervallo esatto o come la durata di una singola sessione. La policy imaging_exposure_v2 aggiunge inoltre un avviso specifico se un target di cielo profondo non raggiunge mai i 30 gradi, senza confondere la finestra visuale con una finestra fotografica ideale.
Le alternative visuali ad alto ingrandimento non scelgono piu' automaticamente la combinazione estrema: rispettano il limite fisico dello strumento e, per galassie e nebulose estese a bassa luminosita' superficiale, conservano campo, pupilla d'uscita e contrasto evitando la Barlow.
I blocchi del Planner espongono ora soltanto fattori meteo realmente limitanti. Condizioni favorevoli presenti nel riepilogo generale, come vento debole, non possono piu' comparire sotto Fattore limitante.
Aggiunta la pagina Cameras, organizzata in due cataloghi indipendenti: 37 camere astronomiche di ZWO, QHYCCD, Player One Astronomy, Atik e SVBONY, e 40 corpi macchina di Canon, Nikon, Sony, Fujifilm, Panasonic, OM System, Pentax e Sigma. La selezione comprende 7 SVBONY e 33 mirrorless; i campi persistiti descrivono sensore, pixel, risoluzione, profondita' in bit, frame rate e funzioni fotografiche utili al motore separato, con fonti tecniche ufficiali per ogni modello.
La review dei seed Cameras corregge il frame rate del formato massimo 5.8K della Panasonic GH7, il backfocus della QHY268C e i riferimenti ZWO prima generici. I test verificano ora anche identita' marca/modello univoche e coerenza fra risoluzione, passo pixel e dimensioni fisiche dei sensori astronomici.
Lo schema SQLite passa alla versione 23: la versione 20 introduce AstronomyCameraCatalog e CameraBodyCatalog, mentre la 21 aggiunge le associazioni persistenti delle due categorie ai profili. La versione 22 aggiunge a ogni associazione profilo-telescopio lo stato, disattivato per impostazione iniziale, del filtro solare certificato a tutta apertura; la 23 ritira i campi non calcolabili del diametro barilotto di oculari/Barlow e la compatibilita' testuale generica dei riduttori. I valori barilotto inseriti dall'utente in database precedenti vengono conservati nelle note, mentre la compatibilita' esatta reducer-telescopio resta invariata. I modelli integrati possono essere corretti ma non eliminati; i modelli utente hanno CRUD completo e, se assegnati, richiedono conferma prima della rimozione anche dai profili.
La pagina Profili mostra ora camere astronomiche e corpi macchina nell'inventario assegnato e nei dialoghi di aggiunta/rimozione. La griglia passa in modo responsivo fra quattro, due e una colonna; la sezione delle capacita' e' esplicitamente visuale. Un segnale dedicato aggiorna soltanto l'inventario: camere e body non attivano Equipment, raccomandazioni visuali, Planner, Home, dettaglio oggetto, Sky Compass o NSOM.
Ogni telescopio assegnato al profilo espone ora il flag Filtro solare a tutta apertura disponibile, persistito separatamente per profilo e strumento. Il controllo ricorda esplicitamente di usare soltanto filtri certificati fissati davanti all'obiettivo e mai filtri solari da oculare; il suo segnale aggiorna il solo inventario e non ricalcola ne' notifica il motore visuale.
Rifinita la resa visuale dei profili dopo il controllo sull'interfaccia reale: i gruppi della griglia restano allineati in alto, i tag delle camere rimangono a destra quando lo spazio e' sufficiente e scendono su una seconda riga soltanto nelle celle strette. I dialoghi Cameras usano tre colonne uniformi e diciture piu' naturali per dimensioni del sensore e passo pixel.
Revisionata la terminologia Cameras in italiano, inglese e spagnolo secondo l'uso fotografico e astronomico: modello e tecnologia del sensore, modalita' colore, risoluzione orizzontale/verticale, FPS a piena risoluzione, Delta T sotto ambiente, montatura obiettivo e modalita' Bulb sono ora distinti senza traduzioni letterali. Gli overlay editoriali e un test multilingua dedicato proteggono anche Rolling shutter dall'errata resa spagnola come tapparella.
Introdotta la prima fondazione backend del motore fotografico, ancora non collegata al runtime: ImagingCamera normalizza senza confonderli i dati delle camere astronomiche e dei corpi macchina, mentre ImagingTrainConfiguration descrive il treno telescopio-camera a fuoco diretto, con reducer fotografico compatibile oppure con Barlow. Il builder calcola focale e rapporto focale effettivi, campo orizzontale/verticale e diagonale, campionamento in arcsec/pixel e spaziatura residua di backfocus. Montatura e inventario restano quelli dichiarati nel profilo; il builder non contiene scoring, tempi di posa, segnali, DTO QML o effetti sul motore visuale.
Aggiunto il secondo strato backend fotografico: ImagingTargetTraitsAdapter classifica il target e sceglie in modo esplicito fra foto per cielo profondo e video per Luna/pianeti; ImagingRecommendationService ordina quindi i treni con uno score additivo e deterministico basato su inquadratura, campionamento, camera, montatura e acquisizione. Le camere planetarie ad alto frame rate, le camere raffreddate da cielo profondo, i body con Bulb, reducer e Barlow vengono confrontati con regole distinte e senza riusare score visuali, Home o NSOM.
Aggiunto il terzo strato backend fotografico, non registrato direttamente nel controller: ImagingExposureAdvisor produce per il candidato foto un intervallo di posa singola, un intervallo di integrazione totale e il numero indicativo di frame. La policy e' auditabile e usa rapporto focale, luminosita' del target, SQM o fallback Bortle, trasparenza, geometria lunare e un limite prudenziale distinto per montatura; video non riceve tempi di posa still.
Aggiunto il quarto strato backend fotografico: ImagingVideoCaptureAdvisor produce per Sole, Luna e pianeti un intervallo prudenziale per una singola clip stackabile senza derotazione, un intervallo FPS e il numero indicativo di frame acquisiti. Le finestre sono distinte per target; gli FPS effettivamente raggiungibili hanno precedenza, altrimenti il massimo di catalogo resta soltanto un limite superiore dichiarato. Giove usa clip piu' brevi, Saturno e i pianeti deboli obiettivi FPS distinti; un GoTo altazimutale conserva la normale finestra di Giove e limita soltanto le clip lunghe per la rotazione di campo.
Collegati i quattro strati con ImagingRuntimeAssembler, invocabile soltanto on demand dal backend. Lo snapshot usa telescopi, camere astronomiche, body, reducer e Barlow del profilo attivo; costruisce i treni, sceglie il miglior candidato e restituisce un risultato tipizzato con il solo advisor foto o video pertinente. Gli ID del filtro solare vengono prima limitati ai telescopi effettivamente assegnati, mantenendo il Sole fail-closed.
ImagingRuntimeConditionsAdapter porta nel piano foto SQM/Bortle, trasparenza atmosferica grezza e geometria lunare, e nel piano video seeing e altezza corrente. Le condizioni non cambiano lo score statico; FPS raggiungibili restano sconosciuti senza telemetria della camera. Stati espliciti distinguono profilo o inventario mancanti, treni non validi e target bloccati.
Completato il collegamento selettivo al dettaglio oggetto: ImagingRecommendationPresenter produce un DTO localizzato e senza score, mentre la nuova card Piano fotografico, subito sotto la configurazione visuale, mostra treno ottico, campo del sensore, campionamento, focale e rapporto focale effettivi, backfocus e il solo piano coerente con foto o video. Le foto espongono posa singola, integrazione totale, numero indicativo di pose e limite prudenziale; i pianeti espongono durata della clip, FPS, frame indicativi e provenienza del frame rate.
Gli avvisi fotografici restano metadati score-neutral e vengono limitati a quattro, scelti in ordine di priorita' fra visibilita', seeing, montatura/rotazione di campo, camera non raffreddata e pianeta debole. Se il target non entra nel campo del sensore, la card indica esplicitamente ritaglio o mosaico; il massimo FPS di catalogo non viene presentato come prestazione misurata.
Rafforzato lo scoring del video planetario con una componente di apertura del telescopio al 15%, monotona e saturante, senza applicarla ai piani a disco intero di Sole e Luna. A parita' di rapporto focale una maggiore apertura viene quindi riconosciuta per la risoluzione disponibile, ma campionamento, camera e velocita' di acquisizione mantengono il peso principale.
Resa prudenziale la geometria video dei corpi macchina: risoluzione video e sensore fotografico non vengono piu' usati per inventare area attiva, ritaglio o scala d'immagine. Campo e campionamento video sono mostrati come Non verificato, gli input mancanti riducono la completezza e, a parita' di score, viene preferito il fuoco diretto a un modificatore ottico non verificabile.
La compatibilita' dei riduttori e' ora esclusivamente l'associazione esatta ai modelli di telescopio: il testo generico e i relativi tag sono rimossi. Un riduttore senza collegamenti resta nel catalogo e puo' essere assegnato, ma non entra in alcun suggerimento visuale o fotografico; l'interfaccia lo segnala esplicitamente, mostra per primi i telescopi del profilo attivo e include anche i modelli creati dall'utente.
Oculari e Barlow non espongono piu' il diametro del barilotto, dato che NightScope non possiede la controparte meccanica del portaoculari del telescopio e non lo usava in alcun calcolo. Barlow assegnate con lo stesso moltiplicatore vengono ora raggruppate in una sola alternativa otticamente equivalente sia nel motore visuale sia in quello fotografico.
Il calcolo fotografico viene richiesto soltanto per l'oggetto selezionato. Un segnale dedicato aggiorna la card quando cambiano target, inventario fotografico o condizioni correnti, senza cache, worker o cicli sui 7.585 oggetti e senza collegare camere o risultati a Home, Planner, Equipment visuale, Sky Compass, raccomandazioni visuali o NSOM.
L'aggiornamento della card fotografica confronta ora una firma semantica degli input: modifiche a target, telescopi, camere, reducer, Barlow, filtro solare o condizioni pertinenti invalidano il risultato, mentre cambi a oculari, filtri visuali o binocoli non provocano ricalcoli fotografici ridondanti.
Corrette le quattro estremita' quadrate visibili nella schermata di inizializzazione al primo avvio: la finestra frameless usa ora uno sfondo realmente trasparente e dipinge bordo e riempimento su una superficie interna arrotondata, invece di applicare il solo raggio al backing opaco.
Revisionata in italiano, inglese e spagnolo la terminologia del piano fotografico: fuoco primario, riduttore di focale, scala d'immagine, posa singola, integrazione, rotazione di campo, seeing, backfocus, frame rate e treno ottico usano forme astronomiche controllate dagli overlay e da test multilingua dedicati.
Completezza e limiti restano metadati paralleli e non modificano il punteggio: seeing, fondo cielo, precisione d'inseguimento, connessione meccanica e cerchio d'immagine non vengono inventati. Gain/ISO, rumore di lettura, autoguida, precisione d'inseguimento e banda del filtro restano limiti espliciti dell'advisor e non vengono sostituiti con valori sintetici. Lo scorer ammette il Sole in modalita' video soltanto per gli ID telescopio che il chiamante dichiara dotati del filtro solare a tutta apertura; l'insieme vuoto resta il default sicuro. Anche il video advisor non inventa esposizione/gain, ROI, throughput, codec, diametro/fase apparente, percentuale di frame selezionati o derotazione. Condizioni e inventario sono ora collegati soltanto nell'assembler backend on demand; il presenter e la card Detail consumano il risultato tipizzato senza esporre lo scorer o registrarlo direttamente in QML.
La montatura dei telescopi usa ora una tassonomia stabile selezionata da menu: OTA, altazimutale, equatoriale, forcella e Dobson, con varianti manuale, motorizzata, GoTo e PushTo dove pertinenti. I valori storici dei seed vengono normalizzati durante il bootstrap; il vecchio valore generico manuale conserva un codice esplicito non specificato. L'adattatore visuale mantiene gli stessi coefficienti precedenti, mentre i codici distinti restano disponibili al backend fotografico separato.
Il gate finale tools/run_checks.py --fast passa con 1.091 test, 643 warning Skyfield/NumPy gia' noti e 10 subtest in 245,20 secondi, oltre agli smoke backend, QML normale e Red Night Vision. Il catalogo Cameras ha inoltre QML lint senza warning; la pagina Profili con camere assegnate e' stata verificata nativamente a 1040 × 700 e 1709 × 1047 in entrambe le modalita'. Il nuovo controllo del filtro solare e il relativo avviso di sicurezza sono stati verificati nativamente a 1400 × 900; la scena rossa raggiunge al massimo verde 74 e blu 61, senza pixel oltre soglia. La nuova card fotografica e' stata verificata con M31 e Saturno in modalita' normale e rossa, senza tagli; il probe rosso raggiunge al massimo verde 16 e blu 15. I quattro angoli dello splash nativo hanno alpha zero. I cataloghi Qt IT/EN/ES contengono 1.979 voci finite e zero incomplete.
Aggiunti nel catalogo i comandi Attiva risultati e Disattiva risultati: operano sull'intero risultato filtrato corrente, mostrano il numero esatto di target coinvolti e chiedono conferma prima della modifica. Gli alias vengono deduplicati per oggetto fisico e i nove oggetti del Sistema Solare restano attivi e non modificabili.
La modifica massiva valida tutti i target prima di scrivere, usa una sola transazione SQLite, aggiorna il modello senza reset e avvia un solo refresh delle raccomandazioni. Le notifiche di migliaia di righe vengono accorpate e la UI mostra lo stato del refresh in background. Nel benchmark Windows, attivare o disattivare 7.366-7.585 target richiede circa 80-110 ms con una localita' configurata e circa 150 ms senza localita'; il singolo flag resta entro circa 10-28 ms. I controlli sono verificati al layout minimo sia in modalita' normale sia in Red Night Vision.
Eliminato il blocco dell'interfaccia quando si cambia il flag Home nel catalogo esteso: un QAbstractListModel aggiorna soltanto le righe dello stesso target fisico, senza ricreare tutte le 7.594 righe o perdere la posizione di scroll. La preferenza SQLite resta immediata, mentre un debounce da 200 ms accorpa click ravvicinati secondo lo stato piu' recente e mantiene un solo worker attivo, senza accodare calcoli ormai superati.
Il refresh del flag Home prepara ora nel worker anche Equipment, contesto di inquinamento luminoso, geometria lunare, ranking NSOM, Best Object, Planner e Sky Compass. Generazione, localita' e firma degli input scartano risultati obsoleti; il thread UI applica soltanto lo snapshot finale. Nel benchmark Windows con tutto attivo il click passa a circa 27 ms, la preparazione di 5.452 target osservabili richiede circa 3,2 s in background e l'applicazione grafica finale circa 6 ms. La soluzione usa thread e segnali Qt/Python compatibili con Windows e Linux, senza multiprocesso.
Rifinita la tabella Oggetti celesti: l'area delle righe occupa soltanto lo spazio verticale disponibile, evitando il secondo scroll dell'intera pagina; la colonna Costellazione guadagna 8 px senza troncare il nome esteso di M17. Cambiare il flag Home conserva inoltre posizione e filtri della lista, invece di riportarla apparentemente a un altro gruppo di oggetti.
Corretto il conteggio dei risultati quando si attiva o disattiva Visibili nel mese: la notifica del totale filtrato parte ora dopo il reset effettivo del modello, così checkbox, righe mostrate, stato vuoto e azioni massive non possono più apparire sfasati di un click.
Corrette due identita' incrociate nel seed NGC: il numero nel nome comune 47 Tucanae non viene piu' interpretato come NGC 47, quindi NGC 47/58 formano il proprio target NGC-only mentre solo NGC 104 riusa Caldwell C106. Inoltre NGC 6882/6885 risolvono entrambe a Caldwell C37; resta intenzionale la distinzione editoriale tra Caldwell C49/NGC 2239 e Caldwell C50/NGC 2244. I database gia' inizializzati eliminano il vecchio target NGC 6882 isolato e ne trasferiscono l'eventuale preferenza utente a C37.
Importato l'intero intervallo canonico NGC 1-7840 dal snapshot OpenNGC bloccato al commit 36cb178a: 7.839 designazioni utilizzabili risolvono 7.571 target fisici, 205 identita' Messier/Caldwell gia' esistenti vengono riusate e 7.366 nuovi target NGC-only portano il catalogo deep-sky a 7.585 oggetti unici. NGC 412, marcato non esistente dalla sorgente, viene escluso; alias e oggetti composti come NGC 6/20 e NGC 650/651 non duplicano calcoli o preferenze.
I target NGC-only partono esclusi dai suggerimenti automatici ma possono essere attivati singolarmente e mantengono la scelta nel database locale. Gli oggetti gia' curati come Messier o Caldwell conservano il proprio valore iniziale anche quando possiedono designazioni NGC. Descrizione e curiosita' dei nuovi oggetti mostrano esplicitamente Work in progress, in attesa dell'arricchimento editoriale graduale.
Lo schema SQLite passa alla versione 19: CatalogueDesignation ammette piu' alias dello stesso catalogo per un solo target, continuando a imporre designazioni normalizzate uniche e una sola designazione primaria. La migrazione da schema 18 conserva le preferenze utente.
L'ammissione ai suggerimenti viene risolta in SQL prima di coordinate, visibilita' e geometria lunare. Skyfield elabora inoltre in batch NumPy i target fissi per raccomandazioni, visibilita' mensile e separazione dalla Luna, con fallback scalare multipiattaforma. La join delle preferenze usa la chiave NOCASE indicizzata invece di applicare LOWER() riga per riga: nel caso tutto attivo la sola query passa da circa 18,9 s a 0,15 s. Nel benchmark Windows end-to-end il refresh controllato passa da 7,55 s con i 219 default a 12,45 s con tutti i 7.585 target attivi, incluso catalogo mensile, eventi, Equipment, NSOM, Planner e Sky Compass. Il lavoro resta nel worker esistente e non e' stato introdotto multiprocesso.
La pagina Oggetti celesti usa ora una lista virtualizzata adatta a migliaia di righe, conserva la designazione NGC esatta nel dettaglio anche per gli alias e accetta ricerche compatte come NGC1 senza confonderle con codici Caldwell come C23. Aggiunti attribuzione, licenza completa CC-BY-SA-4.0, snapshot riproducibile e controllo offline OpenNGC; aggiornate le traduzioni IT/EN/ES e i bundle Windows/Linux.
Il gate finale tools/run_checks.py --fast passa con 966 test, 643 warning Skyfield/NumPy gia' noti, 10 subtest, smoke backend, QML normale e Red Night Vision. Il test asincrono dell'Update Manager attende ora la consegna del segnale Qt prima del teardown, eliminando la relativa race del runner parallelo. Il gate di sicurezza precedente ha inoltre confermato 84% di copertura su 16.429 statement runtime e nessuna vulnerabilita' nota nell'ambiente installato.
Aggiunta al catalogo Oggetti celesti la colonna compatta Home: i 219 oggetti Messier e Caldwell sono attivi per impostazione iniziale, restano modificabili e salvano ogni scelta nel database locale; i 9 oggetti del Sistema Solare S1-S9 sono invece sempre selezionati e non disattivabili. Un oggetto modificabile disattivato resta consultabile nel catalogo ma viene escluso, prima dei calcoli di raccomandazione, da configurazioni Equipment, Home, Best Object, Planner e Sky Compass. Lo schema SQLite passa alla versione 18 mantenendo gli override utente separati dai valori predefiniti del seed.
Ridisegnata la schermata di preparazione al primo avvio: i testi sono ora in inglese e quattro step distinti mostrano database, cataloghi locali, servizi applicativi e caricamento dell'interfaccia. L'avanzamento resta monotono, riporta il numero di righe elaborate durante l'importazione delle localita' e la schermata attende il primo frame della UI QML prima di chiudersi, con un fallback di sicurezza.
Generato il bundle Linux 1.42.0 nella baseline Debian 12 x86-64/glibc 2.36. La dist contiene 5.419 file per 576 MiB, inclusi i nuovi cataloghi camera e la licenza OpenNGC. Il tar deterministico misura 273.018.788 byte e ha SHA-256 1961ac3be264001d1735bcff09c7bf23e58835c75c2dc49af679c8d6e532da2a. Checksum, audit, estrazione pulita, backend e QML normale/rosso sono passati su Debian 12, Debian 13 e Ubuntu 26.04, inclusi Wayland e XCB.